Compliance

Il termine Compliance per noi, eredi del sistema giuridico romano-germanico, è un neologismo originario dal common law o sistema giuridico consuetudinario britannico, che è stato installato nel nostro vocabolario giuridico a partire delle prime riforme alle normative commerciali e finanziarie, conseguenza della criminalizzazione del riciclaggio di denaro.

L’origine della parola Compliance deriva dal termine inglese «Comply», che significa “agire secondo le regole”. Infatti, la Cambridge Dictionary dà come significato della parola Compliance, quanto segue: “behaviour which obeys an order, rule, or request”;  ovvero “comportamento che obbedisce ad un ordine, una regola o una richiesta”.

Sebbene il termine Compliance sia relativamente “nuovo”, la determinazione di regole per verificare la conformità di un processo era già presente nelle prime transazioni economiche della preistoria.  

I ritrovamenti archeologici hanno dimostrato che la contabilità in epoca dei Sumeri (3.500 a.C.) aveva già un sistema di Compliance (conformità) attraverso un registro pubblico, dove era lasciata un’annotazione dello scambio di valori (baratto), autoregolando le dinamiche di questo scambio. A tale scopo impiegarono delle tavolette con timbri e tasselli di argilla contrassegnati dalle loro impronte, lasciando un segno dell’attività mercantile.  

Inoltre, tra il 1927 e il 1931, nella città irachena di Nuzi, gli archeologi scoprirono l’esistenza di un sistema di registrazioni che utilizzava i gettoni ai fini contabili, si diceva che fossero: “depositati”, “trasferiti” e “soppressi”. Questi gettoni possono essere paragonabili ai correnti Token, come un modo per registrare gli obblighi ed i diritti.

Nel corso del XX secolo negli Stati Uniti la figura della Compliance era strettamente correlata agli aspetti legali della contabilità commerciale. Tuttavia, con l’evoluzione degli affari negli ultimi anni, l’analisi del rischio aziendale è diventata la pietra angolare della Compliance moderna.  

Ecco un elenco di alcuni momenti chiave nell’evoluzione della Compliance anglosassone:

Evolución del Compliance


Cos’è un barometro della corruzione?

La corruzione è molto più di una percezione. Sono dei fatti concreti misurabili quantitativamente attraverso uno strumento statistico, comparativo ed analitico come il Barometro della Corruzione.

L’organizzazione Transparency International misura l’indice di percezione della corruzione in 180 Paesi. Lo fa basandosi sull’opinione di esperti e assegnando una valutazione cha va da zero (0) per i Paesi ritenuti molto corrotti, a cento (100) per quelli “puliti”.

Fino a che punto serve misurare la percezione di questo fenomeno per intenderlo? Oppure, è necessario e fattibile misurare altri indicatori?  

La corruzione è sicuramente un reato economico di cui potremmo avere statistiche come tasso d’incidenza, numero di casi perseguiti, condanne, numero di persone e/o aziende coinvolte, tra tanti altri dati che però, in Paesi molto corrotti possono essere inaffidabili.

Un modo abbastanza approssimativo di costruire con rigore scientifico un barometro della corruzione, che serva da riferimento accademico e non solo politico, dovrebbe considerare le variabili alla base di questo particolare reato, ad esempio, la spesa pubblica, i costi dei lavori pubblici, i tempi di esecuzione, ecc., informazione vista con riferimento ad altre situazioni comparabili a livello globale; per esempio, quanto costa una scuola in Austria? Quanto costa costruire una simile scuola in Colombia?  

Le aziende private utilizzano costantemente dei riferimenti di costi/prezzi internazionale per i loro processi interni. La stessa metodologia potrebbe essere utilizzata per valutare i progetti della pubblica amministrazione e l’eventuale corruzione.

Il barometro offrirebbe prezzi e costi di riferimento per una valutazione delle operazioni sospette di corruzione del Paese, e quindi misurerebbe il fenomeno da una prospettiva più vicina al problema che comporta. 

Lista OFAC

L’Office of Foreign Assets Control – OFAC (per il suo acronimo in inglese), è un’agenzia governativa USA, aderita al Dipartimento del Tesoro, che si occupa di indagare e sanzionare persone, organizzazioni e Stati, che fanno parte o hanno stretto legame con le organizzazioni terroristiche, la criminalità organizzata transnazionale, le reti del traffico di droga, la corruzione straniera e altri reati d’impatto globale.

La consultazione nell’OFAC Sanctions List è uno strumento importante nei processi di compliance penale, particolarmente per l’esecuzione della così detta “Enhanced Due Diligence”, comunemente tradotta come verifiche rafforzate e che fa riferimento ad una revisione, analisi e controllo approfondito dal record delle persone o degli enti, con i quali si sta per instaurare un rapporto contrattuale, finanziario o di affari; valutando tutti i fattori di rischio che possono influenzare la situazione dell’azienda o del soggetto particolare nel corso dell’operazioni commerciali internazionali.

Lista OFAC

Whistleblowing

Il Whistleblowing tutela colui che segnala una situazione illecita o irregolarità sul luogo di lavoro. 

Questa segnalazione non è una querela né una denuncia penale, gli aspetti principali che la distinguono sono le conseguenze per i soggetti in atto e la protezione per il segnalatore o Whistleblower, che tra altro, non sarà richiamato se la situazione derivasse in un processo penale.

Il Whistleblowing è uno strumento importante per contrastare la corruzione.

Le organizzazioni americane hanno una maturata esperienza con il Whistleblower Program, i primi riferimenti storici risalgono alla fine del XVIII secolo, a seguito dei numerosi scandali finanziari e delle frodi commesse contro lo Stato. 

Il movimento Whistleblowing, colui che agisce come segnalatore, informatore, spia o “soffiatore” (nella sua traduzione più letterale); nasce collo scopo di fornire sicurezza alle persone che erano a conoscenza di una frode commessa contro lo Stato in modo che potessero denunciarla senza subire ritorsioni.  

Il caso Watergate negli Stati Uniti, durante la presidenza di Richard Nixon nel 1974, è stato avviato da un Whistleblower che, usando lo pseudonimo di “Deep Throat” (gola profonda), trapelò documenti dalla sede del Partito Democratico per evidenziare una serie di attività illegali ed abusi di potere orchestrati da Nixon e che portarono ad un processo di impeachment (rimozione) del Presidente.

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